LA MERAVIGLIA DEI BAMBINI

Di Ahmed Berraou

presidente DAAWA.OdV

Cosenza 11 Setembre 2026


In questa foto ci sono io, seduto accanto ai figli di una famiglia migrante che ho accompagnato come mediatore interculturale dell'associazione Daawa.   E mentre li guardo, mi accorgo che la vera protagonista non è la mia presenza, né il contesto:   È LA MERAVIGLIA DEI BAMBINI.La vedo nei loro occhi che brillano senza chiedere permesso, nel modo in cui si avvicinano con naturalezza, come se avessero capito che qui, accanto a me, possono respirare senza paura.   La meraviglia dei bambini è un linguaggio che non ha confini: non conosce documenti, non conosce frontiere, conosce solo la sincerità dei gesti.Io sono lì, parte del loro cerchio, non come figura istituzionale.   E in quel momento sento che l’accoglienza non è un compito: è un incontro. È un ponte che si costruisce con un sorriso, con una mano che si tende, con un ascolto che non giudica.Accanto a loro, mi ricordo che la migrazione non è solo viaggio o fatica: è anche speranza che rinasce nei volti dei più piccoli.   E mentre posiamo insieme, capisco che la meraviglia dei bambini è la prova più limpida che il futuro può essere gentile, se qualcuno decide di accompagnarlo.

La famiglia che appare nella foto non è venuta in Italia per vivere di sussidi, come qualcuno ha scritto.Sono scappati dalla guerra, hanno attraversato il Mediterraneo su una barca rischiando la vita, e quando sono arrivati qui hanno trovato tutt’altro che privilegi.Dopo appena due mesi, questa famiglia è fuggita in Francia, a Nizza.La madre – incinta – ha subito una forte pressione psicologica da parte del centro che li accoglieva: le veniva ripetuto che non doveva assolutamente partorire un altro bambino in Italia.Una donna vulnerabile, già segnata dal viaggio e dalla guerra, è stata messa in una condizione emotiva insostenibile.Non hanno ricevuto trattamenti speciali.Non hanno chiesto privilegi.Anzi: sono stati oggetto di sfruttamento economico, come purtroppo accade in certi circuiti dell’accoglienza.Hanno cercato solo un luogo dove vivere senza paura.Quando una madre incinta si sente minacciata, quando una famiglia fragile non trova serenità, prende i pochi bagagli che ha e scappa.Non verso i “sussidi”, ma verso un po’ di dignità.La foto che ho pubblicato non parla di welfare.Parla di bambini, della loro meraviglia, della loro innocenza, del loro diritto a crescere senza essere trasformati in un dibattito politico.Io ero con loro come volontario dell’associazione Daawa, per accompagnarli in un momento difficile, non per rappresentare un costo per lo Stato.E sì, alla fine li ho aiutati a partire: in silenzio, con discrezione, comprando i biglietti di sola andata.Perché davanti alla sofferenza, l’unica risposta possibile è l’umanità.Prima di giudicare, bisognerebbe ricordare che dietro ogni cifra c’è una storia.E dietro questa storia ci sono dei bambini che meritano rispetto.Hey dimenticavo: la più simpatica,, carina, intelligente e monella è quella con la canottiera bianca.